1. Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    Le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

    — “Ho sceso dandoti il braccio”, Eugenio Montale (via hey-monster)

    (via burnedflames)

     


  2. Vorrei che domani fosse uno dei nostri normali lunedì, il bus strapieno, le valigie, la pioggia, i capelli appiccicati al viso, tutti che piano piano se ne vanno e tu che mi dai uno dei tuoi abbracci.
    Quelli con cui mi stringevi forte e quasi mi facevi cadere per terra.
    — (via i-mfadingaway)
     

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  4. Ti si legge negli occhi, che lo ami, lo ami da morire.
    Ti si legge negli occhi , che vuoi essere salvata da lui.
    Ti si legge negli occhi, che sei felice quando senti parlare lui.
    Ti si legge negli occhi.. che sei innamorata.
     

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  8. Quando ho saputo che per ogni individuo esistono sette sosia, mi sono sentito male per gli altri sei.
     


  9. Quando l’ultimo giorno di scuola dell’ultimo anno di liceo, suona la campanella dell’ultima ora sei convinto che quello sia l’ultimo secondo della tua adolescenza… grandissima cazzata!
    — Notte prima degli esami - Maledettissimo esame che devo fare! Maledetta la scuola!
     

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  11. È per te, è per te ogni cosa che faccio. Te lo dico sempre, il paradiso è un posto in terra con te.
    — Video Games, Lana Del Rey (via weirdlikeanunicorn96)

    (Source: wouldyuoliketomarryme, via like-branches-on-a-tree)

     


  12. La suprema felicità, nella vita, è la convinzione di essere amati per quello che siamo, o meglio ancora, nonostante quello che siamo.
    — Victor Hugo. (via biancacomelaneve)

    (Source: thetasteofthesoul, via biancacomelaneve)

     


  13. Io sono quell’amico che è costretto a camminare dietro agli altri quando il marciapiede è troppo stretto per tre persone.

     


  14. E’ come quando da piccola ti mettevi a fissare il sole e la mamma diceva di smetterla. Tu conti­nuavi e lei: “Ma lo sai che fa male?“.
    Allora abbassavi lo sguardo e c’era ancora la luce accecante negli occhi, sull’asfalto, sulla punta delle scarpe, sulle targhe delle macchine che provavi a leggere. Non vedevi più niente, solo sole. E succede così.
    Ti metti a fissare i ricordi, “Ma lo sai che fa male?“ e ti riempi gli occhi di passato e non vedi più niente.
    —  cit (via lindaeffe)

    (Source: gufiovunque, via like-branches-on-a-tree)

     


  15. Quelle notti da farci l’amore fin quando fa male.